Tartufi

Il tartufo è un pregiato fungo ipogeo che cresce sotto terra in simbiosi con le radici di alcuni alberi, rinomato per il suo intenso aroma e il suo valore gastronomico.

il tartufo

Il tartufo è un fungo che cresce sotto terra vicino alle radici di alberi come querce, noccioli e pioppi. Le varietà più conosciute sono il tartufo nero pregiato, il tartufo nero estivo e il tartufo bianco. È apprezzato per il suo aroma unico e sapore intenso, ed è un prodotto tipico italiano. Le regioni italiane più rinomate per la raccolta dei tartufi sono Abruzzo, Piemonte, Toscana e Umbria, dove si trova il celebre Tartufo Nero Pregiato di Norcia.

storia

Il tartufo ha origini molto antiche, consumato già 4000 anni fa da Sumeri e Babilonesi. Nell’antichità era apprezzato dai Romani, che lo scoprirono tramite gli Etruschi, e dai Greci, che credevano nascesse dalla combinazione di acqua, calore e fulmini. Durante il Medioevo cadde nell’oblio, per poi riemergere nel Rinascimento, diventando un cibo pregiato nelle corti europee, tra cui quelle di Caterina de’ Medici e Lucrezia Borgia. Nel 1929, Giacomo Morra di Alba trasformò il tartufo bianco in un simbolo gastronomico internazionale.

cerca al tartufo

La ricerca del tartufo è affascinante ma complessa, richiedendo tempo e pazienza. In passato veniva condotta dai maiali, dotati di un ottimo fiuto, ma poiché mangiavano i tartufi trovati, furono sostituiti dai cani nelle corti nobiliari. I cani devono essere addestrati fin da cuccioli per riconoscere l’odore del tartufo, e il lagotto romagnolo è la razza specializzata per questa ricerca. La caccia avviene all’alba in estate, per evitare il caldo che stanca i cani, mentre in inverno si preferiscono le ore più calde, quando il terreno si scalda e l’odore del tartufo si intensifica. Tra gli strumenti principali dei cercatori di tartufi c’è la vanghetta, una piccola zappa usata per danneggiare il meno possibile il terreno e le radici del tartufo. Per trasportare il raccolto si utilizza la catana, una borsa specifica, o le tasche di giubbotti da tartufaio, oppure ceste simili a quelle usate per i funghi. Il tartufaio è solitamente equipaggiato con stivali al ginocchio e guanti per scavare in sicurezza.

TARTUFO NERO ORDINARIO

Somiglia alla varietà brumale, ma se ne differenzia per il forte odore di fenolo. La gleba è grigio bruna o tendente al giallo marrone, sempre con venature bianche. La superficie è leggermente rugosa.
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Da gennaio
a MArzo
Campania, Basilicata, Puglia, Toscana, Umbria

TARTUFO BIANCHETTO

Ha una gleba marmorizzata con venature biancastre e bianco- rosse su uno sfondo bruno- violaceo o bruno-rossastro. La superficie è liscia, biancastra o di colore marrone-giallastro chiaro.
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Da gennaio
AD APRILE
Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Molise

TARTUFO NERO MOSCATO

Ha un’intenso odore di muschio e un gusto leggermente piccante. La gleba è beige-bruna con grandi venature bianche. La superficie non è proprio rugosa e le protuberanze poco evidenti.
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Da DICEMBRE
a MArzo
Piemonte, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise

TARTUFO NERO ESTIVO

noto come lo Scorzone, la sua gleba di colore nocciola giallastro ha vene biancastre ramificate e anastomosate. La superficie rugosa è coperta da escrescenze a forma di piramide.
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Da FINE MAGGIO
A SETTEMBRE
Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Molise

TARTUFO UNCINATO

la gleba è quasi color cioccolato negli esemplari maturi.
La superficie è rugosa e, curiosamente, deve il suo nome alle creste a forma di uncino presenti nelle spore.
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Da FINE SETTEMBRE
a GENNAIO
Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Molise

TARTUFO BIANCO DI ALBA

Ha un colore bruno o grigio fumo, con vene bianche sparse e grossolane. La superficie appare finemente verrucosa, di colore nero, tendente al bruno nelle specie più giovani.
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Da FINE SETTEMBRE
a GENNAIO
Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Molise

TARTUFO NERO INVERNALE

Ha un colore bruno o grigio fumo, con vene bianche sparse e grossolane. La superficie appare finemente verrucosa, di colore nero, tendente al bruno nelle specie più giovani.
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Da DICEMBRE
a MARZO
Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise

TARTUFO PREGIATO DI NORCIA

La gleba è nero-marrone tendente al viola o rossastro, con vene biancastre e due bande marroni traslucide ai lati. La superficie presenta escrescenze piramidali e tonalità rossastre.
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Da dicembre
A marzo
Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo
e in altre piccole zone d’italia